Sono seduta qui da almeno un’ora. Niente di nuovo, insomma.
Per questo arrivo sempre preparatissima: libro (non devo averne già superato la metà però, altrimenti rischio di finirlo e poi passo il tempo a girarmi i pollici), cellulare carico, bottiglietta d’acqua, lettore mp3, un giornale di gossip (grazie a cui la distrazione dura più o meno cinque minuti), varie ed eventuali.
Già, la mia borsa assomiglia pericolosamente alla più famosa shopping bag di tutti i tempi, quella di Mary Poppins, ma non ci si può far trovare impreparati alla Lunga Attesa.
Le vedo spesso, quelle donne che arrivano qui tutte pimpanti, sorridono a destra e a manca, afferrano un giornale dal cestino e si siedono comodamente al primo posto libero
Scommetto con me stessa su quanto ci impiegheranno a perdere l’ottimismo (anche questo aiuta a far passare il tempo).
E infatti, dopo aver sfogliato due o tre riviste, iniziano a dare i primi segnali di fibrillazione: accavallano le gambe, per distenderle subito dopo. Le schiene iniziano ad incurvarsi, l’espressione rilassata lascia il posto a fronte corrugata e sospiro facile. Si spostano sulla sedia: prima una chiappa, poi l’altra.
E infatti, dopo aver sfogliato due o tre riviste, iniziano a dare i primi segnali di fibrillazione: accavallano le gambe, per distenderle subito dopo. Le schiene iniziano ad incurvarsi, l’espressione rilassata lascia il posto a fronte corrugata e sospiro facile. Si spostano sulla sedia: prima una chiappa, poi l’altra.
